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Comincia l'avventura di Max con la Ducati!


La prima giornata da pilota Ducati per Max Biaggi è cominciata alle 9:44 sotto un cielo plumbeo e con una temperatura insolitamente bassa, appena 19°C, per il mese più caldo dell’estate australiana. Indossando la tuta bianco-rosso-nera, i colori ufficiali del team Sterilgarda Go Eleven e il tradizionale casco con la pantera stilizzata, Max ha imboccato a bassa andatura la corsia box di Phillip Island per il giro di installazione. Il primo in assoluto su una bicilindrica Superbike: erano undici anni, cioè dai tempi del tris iridato con l’Aprilia 250 GP, che Biaggi non guidava una moto italiana. Biaggi è tornato subito dentro e il primo commento che ha rivolto ai meccanici è stato: “Mi sembra un po’ leggera davanti”.
La posizione di guida era stata deliberata nelle scorse settimane direttamente nel reparto corse Ducati, dove i ragazzi della squadra avevano montato le moto, ma c’è voluto qualche piccolo aggiustamento a manubrio e pedane.
Biaggi ha ripreso la pista alle 10:06 compiendo altri cinque passaggi, il migliore in 1’38”47. Quindi di nuovo ai box e ancora un fitto conciliabolo con i nuovi meccanici coordinati da Marco Rigamonti, un ragazzo giovanissimo che arriva del reparto corse interno Ducati: fino a poche settimane fa ha sviluppato i software della GP7 MotoGP. Sono in cinque a lavorare con Max, nulla a che vedere con le dimensioni dei top team con i quali il romano ha sempre lavorato in passato. Anche l’Alstare Suzuki che lo ha lanciato lo scorso anno nell’arena Superbike, per struttura era simile ad un team MotoGP. Il team Borciani ha mezzi più ridotti. “Però ho trovato grande passione, loro vogliono dimostrare di poter gestire un pilota di alto livello e la mia sfida è provare a vincere partendo dal basso” ha commentato Biaggi a fine giornata. Spingendosi anche oltre. “Però che strano, vero? Mi hanno dipinto per un decennio come una star, un pilota bizzoso e mai contento. E io li ho smentiti prima accettando la sfida Superbike, e adesso correndo per una squadra che non è neanche ufficiale. Ma siamo tosti e siamo qui per cercare di stupire”.
Alla terza uscita, di altri cinque giri, Biaggi scende fino a 1’34”2, tempo identico a quello del compagno di squadra Ruben Xaus che ha ben altra dimestichezza con la 2V bolognese: secondo nel Mondiale 2003 e vittorioso in una manche nella passata stagione. A fine giornata Biaggi avrà compiuto 69 passaggi, contando anche ingressi e rientri al box, con migliore prestazione di 1’33”5, quando la pista era più calda e meno veloce. Un ottimo inizio, senza dubbio. “Non è tempo di guardare il cronometro, sto solo cercando di capire come funziona questa moto e di accumulare dati. Tra l’altro è un progetto nuovo e non possiano neanche sfruttare le esperienze fatte dagli altri. Sto cercando di provare le reazioni della moto, cambiando cose qua e là. Ci vorrà un po’ di tempo ma la prima impressione è positiva.”


 Fonte: www.motonline.com
 

Pubblicato il 8/1/2008 alle 20.22 nella rubrica Diario.

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